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27/03/2026L’energia come ecosistema: la nostra visione su “QualEnergia”
Siamo lieti di condividere con i lettori del nostro blog l’intervista rilasciata da Alessandro Fiorino, AD di Elettrosil , al bimestrale QualEnergia di Legambiente dedicato alla transizione energetica. (edizione Febbraio/Marzo 2026).
In un momento cruciale per la transizione ecologica, il dialogo curato da Sergio Ferraris esplora come un’azienda con oltre quarant’anni di storia si sia evoluta dall’impiantistica tradizionale alla progettazione di veri e propri “ecosistemi energetici”.
Di seguito, riportiamo il testo integrale dell’intervista pubblicata su QualEnergia n. 112.
L’energia ha l’ecosistema.
Pensare a 360 gradi saldando innovazione e tradizione, per la transizione. L’esperienza di Elettrosil.
Anche aziende “storiche” si adeguano alla transizione. Abbiamo sentito Alessandro Fiorino, AD di Elettrosil, azienda che ha scelto di progettare “ecosistemi energetici”.
Elettrosil opera da oltre quarant’anni nel settore energetico: quali passaggi chiave hanno portato l’azienda a focalizzarsi oggi su efficienza energetica e transizione?
«Operare da oltre quarant’anni nel settore energetico significa aver attraversato più fasi storiche: dalla stagione dell’impiantistica tradizionale, alla liberalizzazione del mercato, fino alla fase attuale caratterizzata dalla transizione energetica. In questo scenario, la scelta di focalizzarci su efficienza energetica, rinnovabili e modelli di condivisione come le CER non rappresenta un cambio di rotta, ma l’evoluzione naturale di un’impresa che interpreta il proprio tempo. Oggi non realizziamo semplicemente impianti: progettiamo ecosistemi energetici ed il nostro compito è accompagnare imprese e territori in un percorso di trasformazione strutturale».
L’efficienza energetica viene spesso definita la “prima fonte rinnovabile”. È davvero così nelle strategie di imprese ed enti pubblici?
«L’efficienza energetica è molto più di una fonte rinnovabile: è una nuova forma di intelligenza applicata al sistema produttivo. Per le imprese, l’efficienza è diventata un tema di competitività: meno energia consumata significa minori costi operativi e migliore accesso al credito sostenibile. Per gli enti pubblici, significa liberare risorse di bilancio, ridurre la spesa corrente e contribuire agli obiettivi climatici nazionali. In prospettiva, l’efficienza diventerà il fondamento su cui si dimensionano le rinnovabili, l’accumulo, l’elettrificazione dei consumi e persino la mobilità».
Ma l’ostacolo più profondo è culturale. Per decenni abbiamo considerato l’energia come una commodity disponibile e relativamente stabile. Oggi non è più così. Serve una nuova alfabetizzazione energetica, soprattutto nei territori e nelle PMI, che sono il cuore del sistema produttivo italiano. Superare questi limiti significa promuovere modelli integrati, maggiore stabilità regolatoria e una crescente professionalizzazione del settore, anche attraverso ESCO capaci di assumersi il rischio tecnico e finanziario degli interventi».
Nei progetti più avanzati, quanto conta l’integrazione tra rinnovabili, digitalizzazione e gestione intelligente dell’energia?




